Peer To Peer

“Le società private non possono svolgere attività di monitoraggio sistematico per individuare gli utenti che si scambiano file musicali o giochi su Internet.” e’ quanto si legge nel primo paragrafo del documento redatto dal Garante Della Privacy. Arrivano notizie ottime, dalla chiusura del “caso Peppermint”.

Il garante della Privacy infatti ha detto che le aziende private non possono spiare gli utenti che scaricano o condividono file musicali o multimediali in generale.

Per chi non si ricorda il “caso Peppermint”, vado a rinfrescargli la memoria. L’azienda Peppermint si era presa la briga di spiare degli utenti che condividevano in internet. L’unico problema è che questa azienda è un’azienda privata e come dice il Garante della Privacy non può compiere questa azione. Non si sono risparmiati subito dei commenti. Il presidente della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), Enzo Mazza, ha dichiarato: «La decisione del Garante porterà i titolari dei diritti ad aumentare il contenzioso penale con centinaia di denunce alle forze di polizia ed alla magistratura, anche in quei casi dove il tutto si poteva risolvere con un richiamo via e-mail e sposterà pesantemente il target delle azioni giudiziarie contro i service provider».

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